صرخة الدحدوح تهز البرلمان الإيطالي: “نُقتل فى غزة مرتين… بالقصف والصمت” (خاص)

الدحدوح: غزة تُباد على الهواء… والعالم شريك بالصمت في الجريمة

إكرامى هاشم

رسالة إيطاليا من: إكرامى هاشم

في قاعة من قاعات البرلمان الإيطالي في روما، لم تكن الكلمات مجرد مداخلات عابرة، بل شهادات حيّة خرجت من قلب المأساة.

وبين جدران يفترض أنها صُنعت لصناعة القرار، ارتفعت أصوات تفضح واقعًا دمويًا مستمرًا في قطاع غزة، حيث تحوّلت الحرب إلى اختبار قاسٍ لإنسانية العالم.

جاء ذلك فى الندوة التي نظمتها البرلمانية استيفانيا سكوديري، واستضافت الصحفي الفلسطيني وائل الدحدوح.

ولم تكن مجرد ندوة لمناقشة الحرب الإسرائيلية الغاشمة على قطاع غزة، أو فعالية سياسية، بل منصة مواجهة مباشرة مع رواية الألم والصمود.

اتهامات مباشرة: إيطاليا في مرمى الانتقاد

في كلمتها، وجهت سكوديري انتقادات حادة للسياسات الإيطالية، معتبرة أن استمرار تدفق الأسلحة والإمدادات نحو إسرائيل، رغم التصريحات الرسمية، يثير تساؤلات جدية حول التزام روما بالقانون الدولي.

وأكدت أن ما يجري في غزة، من استهداف للمستشفيات والمدارس ومخيمات اللاجئين، يتزامن مع ما وصفته بـ”ازدواجية الموقف الأوروبي”، حيث تُفرض عقوبات في سياقات، بينما يغيب أي تحرك مماثل في سياقات أخرى.

“غزة مختبر حرب”: شهادة من الداخل

من جانبه، قال طارق تميم، عضو جمعية الشباب الفلسطيني في إيطاليا، إن ما يجري يتجاوز حدود الحرب التقليدية، معتبرًا أن غزة تحولت إلى “مختبر لتجريب الأسلحة”.

وأوضح أن تقارير موثقة تشير إلى تورط شركات إيطالية في سلاسل التوريد المرتبطة بالصناعات العسكرية الإسرائيلية، ما يجعل من إيطاليا جزءًا من منظومة أوسع تستفيد من استمرار الحرب.

كما أشار إلى أن استهداف الصحفيين في غزة لم يكن عشوائيًا، بل يأتي ضمن سياسة ممنهجة لإسكات الرواية الفلسطينية، لافتًا إلى أن مئات الإعلاميين سقطوا بين قتيل وجريح منذ بداية الحرب.

الدحدوح: “نُقتل مرتين… بالقصف وبالصمت”

لكن اللحظة الأكثر تأثيرًا كانت مع شهادة وائل الدحدوح، الذي نقل صورة مباشرة من داخل غزة، مؤكدا أن الأوضاع لا تزال كارثية رغم الحديث عن وقف إطلاق النار، مشيرًا إلى سقوط مئات الضحايا بعد الإعلان عنه، واستمرار سيطرة إسرائيل على مساحات واسعة من القطاع.

وقال إن الحصار المفروض منذ سنوات لم يتغير، بل ازداد تعقيدًا، حيث تتحكم إسرائيل في دخول المساعدات، التي لا يصل منها سوى جزء ضئيل مقارنة بما هو متفق عليه.

وفيما يتعلق بالإعلاميين، كشف أن مئات الصحفيين قُتلوا وأصيب آخرون، بعضهم في حالات خطرة، بينما يُمنع دخول الصحفيين الأجانب إلى القطاع.

وأضاف متسائلًا: “إلى متى الصمت العالمي؟ وكم عدد الضحايا المطلوب حتى يتحرك العالم؟”

وشدد على أن غياب المحاسبة يعني استمرار الجرائم، قائلًا: “لا يجب أن يُذبح الضحايا مرتين… مرة بالإبادة ومرة بالصمت”.

حضور لافت… وغياب مُلفت

وعلى مستوى الحضور، شهدت الندوة مشاركة ملحوظة من وسائل الإعلام الإيطالية، التي حرصت على تغطية الحدث بكثافة، في مشهد يعكس اهتمامًا متزايدًا داخل الأوساط الصحفية الإيطالية بما يجري في غزة.

كما تميزت الفعالية بحضور الناشطة زينب محمد، التي تابعت أعمال الندوة باهتمام، في إطار الحضور المدني الداعم للقضية الفلسطينية داخل الأوساط الحقوقية والإعلامية في إيطاليا.

في المقابل، بدا الحضور الصحفي العربي محدودًا بشكل لافت، رغم رمزية الحدث وأهمية الشخصية المتحدثة، وهو ما اعتبره بعض الحاضرين مؤشرًا يستحق التوقف عنده، خاصة في ظل حضور صحفي بحجم وائل الدحدوح، الذي يمثل أحد أبرز شهود الميدان.

صور الفعالية:

Il grido di Al-Dahdouh scuote il Parlamento italiano… Gaza tra silenzio globale e guerra senza fine

Nell’aula del Parlamento italiano a Roma, le parole non sono state semplici interventi, ma testimonianze vive provenienti dal cuore della tragedia. Tra le pareti destinate alle decisioni politiche, si sono alzate voci che hanno denunciato una realtà sanguinosa ancora in corso nella Striscia di Gaza, dove la guerra è diventata una prova estrema per l’umanità.

L’incontro, organizzato dalla parlamentare Stefania Scuderi con la presenza del giornalista palestinese Wail Al-Dahdouh, non è stato un semplice evento politico, ma un confronto diretto con la narrazione del dolore e della resistenza

 Accuse dirette: l’Italia sotto osservazione

Nel suo intervento, Scuderi ha criticato duramente le politiche italiane, affermando che il continuo flusso di armi e forniture verso Israele, nonostante le dichiarazioni ufficiali, solleva seri interrogativi sul rispetto del diritto internazionale da parte di Roma.

Ha sottolineato che ciò che accade a Gaza, tra attacchi a ospedali, scuole e campi profughi, si accompagna a una profonda contraddizione europea, dove le sanzioni vengono applicate in alcuni contesti ma ignorate in altri.

“Gaza come laboratorio di guerra”

Da parte sua, Tarek Tamim, rappresentante della comunità giovanile palestinese in Italia, ha affermato che Gaza è diventata un “laboratorio di sperimentazione delle armi”.

Ha denunciato il coinvolgimento di aziende italiane nelle catene di approvvigionamento dell’industria militare israeliana, sottolineando che ciò rende l’Italia parte di un sistema economico legato al conflitto.

Ha inoltre evidenziato che il targeting dei giornalisti palestinesi non è casuale, ma parte di una strategia sistematica di silenziamento della narrazione dal campo.

Al-Dahdouh: “si muore due volte”

Il momento più intenso è arrivato con la testimonianza di Wail Al-Dahdouh, che ha raccontato la situazione sul terreno a Gaza.

Ha dichiarato che, nonostante l’annuncio di una tregua, la situazione rimane catastrofica, con centinaia di vittime anche dopo il cessate il fuoco e con il controllo israeliano su ampie aree della Striscia.

Ha descritto un assedio ancora più rigido, in cui gli aiuti umanitari entrano solo in minima parte rispetto a quanto previsto.

Parlando dei giornalisti, ha ricordato che centinaia sono stati uccisi o feriti dall’inizio del conflitto.

Ha poi affermato:
“Ci si chiede fino a quando durerà il silenzio globale e quante vittime siano ancora necessarie perché il mondo reagisca”.

E ha concluso:
“Le vittime non devono essere uccise due volte: una sotto le bombe e una nel silenzio”.

Presenze e assenze

L’evento ha visto una forte presenza dei media italiani, che hanno seguito l’incontro con attenzione e ampia copertura.

L’attivista Zainab Mohammed ha inoltre partecipato ai lavori, in un contesto di sostegno civile alla causa palestinese all’interno della società italiana.

Al contrario, è stata notata una presenza limitata della stampa araba, nonostante il valore simbolico dell’evento e la presenza di una figura come Al-Dahdouh, uno dei principali testimoni sul campo.

Dichiarazioni esclusive

In dichiarazioni rilasciate all’analista e giornalista Ekrami Hachim, Al-Dahdouh ha sottolineato che il ruolo dei giornalisti non si limita alla cronaca, ma include il mantenere viva la memoria delle vittime.

Ha affermato che le centinaia di giornalisti uccisi a Gaza “non sono numeri”, ma storie che devono restare vive nella coscienza internazionale.

Ha inoltre invitato a organizzare iniziative di solidarietà e a fare pressione sui governi e sulle istituzioni internazionali per fermare il targeting dei giornalisti.

Tra testimonianze e accuse, l’incontro ha restituito un messaggio chiaro: ciò che accade a Gaza non è solo una crisi umanitaria, ma una prova morale per la comunità internazionale.

Mentre i giornalisti continuano a raccontare la guerra sotto le bombe, resta una domanda aperta: il mondo ascolterà o continuerà a tacere?

طالع المزيد:

اترك تعليقاً

لن يتم نشر عنوان بريدك الإلكتروني. الحقول الإلزامية مشار إليها بـ *

زر الذهاب إلى الأعلى